Legge di Bilancio 2026: le novità chiave per Imprese e Professionisti
Aliquote IRPEF, regime forfettario, incentivi agli investimenti e maxi-deduzioni: cosa cambia davvero dal 1° gennaio 2026.
In sintesi
- IRPEF: il secondo scaglione si riduce dal 35% al 33%, alleggerendo il carico sul ceto medio.
- Regime forfettario: confermati i limiti di 85.000 € di ricavi e 35.000 € di redditi da lavoro dipendente.
- Imprese: arrivano nuove maxi-deduzioni (iperammortamento 2026) per investimenti digitali e green.
- Incentivi: proroghe e rimodulazioni per crediti d’imposta, ZES e misure a favore delle PMI.
Cos’è la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025 n. 199) è la manovra con cui il Governo ha definito entrate, spese e misure fiscali per il triennio 2026–2028, in vigore dal 1° gennaio 2026.
Per imprese e professionisti, le novità più rilevanti riguardano la revisione delle aliquote IRPEF, la conferma del regime forfettario e un nuovo pacchetto di incentivi agli investimenti, in parte sostitutivi dei precedenti crediti d’imposta 4.0/5.0.
Obiettivo della manovra: alleggerire il carico fiscale sul lavoro e favorire gli investimenti produttivi, soprattutto in ambito digitale e green.
Nuove aliquote IRPEF 2026
La novità più immediata per lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario è la revisione degli scaglioni IRPEF.
Aliquote IRPEF 2026
| Scaglione di reddito | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 € | 33% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
Cosa significa in pratica
- Riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33%.
- Vantaggio più rilevante per chi ha redditi tra 28.000 e 50.000 €.
- Beneficio massimo per redditi pari o superiori a 50.000 €.
Per un professionista o un piccolo imprenditore in regime ordinario, il risparmio si concentra proprio nella fascia di reddito più “tipica” delle attività strutturate, alleggerendo il carico fiscale sul ceto medio produttivo.
Regime forfettario 2026: conferme e limiti da ricordare
La Legge di Bilancio 2026 conferma la struttura del regime forfettario, che rimane il regime agevolato di riferimento per professionisti, freelance e piccole attività individuali.
Requisiti principali
- Ricavi/compensi: fino a 85.000 € nell’anno precedente.
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori: massimo 20.000 € lordi annui.
Imposta sostitutiva
- Aliquota ordinaria: 15% sul reddito forfettario.
- Aliquota ridotta start-up: 5% per i primi 5 anni, se si rispettano i requisiti di nuova attività.
Rapporto con lavoro dipendente
- Soglia confermata a 35.000 € di reddito da lavoro dipendente o pensione.
- Oltre la soglia, salvo cessazione del rapporto entro fine anno, si esce dal regime agevolato.
Novità per le imprese: IRES e strumenti di sostegno
Per le società di capitali e le imprese più strutturate, la Legge di Bilancio 2026 punta a favorire il reinvestimento degli utili e la capitalizzazione aziendale.
IRES “premiale”
- Aliquota ridotta al 20% sugli utili reinvestiti in determinati investimenti produttivi.
- Condizioni collegate a incremento occupazionale e investimenti in beni strumentali.
Altre misure
- Rafforzamento di Fondo di Garanzia PMI e Nuova Sabatini.
- Proroghe e rimodulazioni per ZES e crediti d’imposta territoriali.
- Misure specifiche per imprese energivore e filiere strategiche.
Questi strumenti rendono fiscalmente più conveniente lasciare utili in azienda e investirli in crescita, anziché distribuirli interamente come dividendi.
Incentivi e maxi-deduzioni sugli investimenti
Uno dei capitoli più rilevanti della manovra riguarda il sostegno agli investimenti, soprattutto in chiave digitale e green.
Iperammortamento 2026: maxi-deduzioni per beni strumentali
Viene introdotto un nuovo iperammortamento 2026, una maxi-deduzione fiscale che consente di maggiorare il valore degli investimenti in beni materiali e immateriali ai fini della deducibilità.
- Maggiorazione fino a oltre il 200% del valore per beni digitali e green.
- Particolare attenzione a macchinari, software gestionali, sistemi di automazione e tecnologie per l’efficienza energetica.
- Investimenti agevolabili effettuati nel 2026, con possibili proroghe per ordini con acconti versati entro l’anno.
Dopo Transizione 4.0/5.0
Le maxi-deduzioni vanno in parte a sostituire i crediti d’imposta del precedente piano Transizione 4.0/5.0, spostando l’attenzione da un meccanismo di credito d’imposta a uno di sovra-deduzione del costo ai fini fiscali.
Cosa significa, operativamente, per PMI e professionisti
Le novità della Legge di Bilancio 2026 non sono solo “tecnicismi”, ma incidono su scelte concrete: forma giuridica, regime fiscale, tempi di investimento e strategie di remunerazione.
Per i professionisti
- Valutare se il forfettario resta conveniente o se il passaggio all’ordinario (con nuova IRPEF) può essere più efficiente.
- Pianificare compensi e contributi per sfruttare al meglio scaglioni e deduzioni.
Per le PMI individuali
- Ragionare su eventuale passaggio a società di capitali per accedere a misure IRES “premiali”.
- Programmare investimenti in beni strumentali in funzione delle maxi-deduzioni 2026.
Per le società
- Rivedere la politica di distribuzione utili vs. reinvestimento.
- Integrare gli incentivi 2026 nel piano industriale e nel budget pluriennale.
Una stessa norma può essere un vantaggio o un costo in più, a seconda di come è strutturata l’attività: per questo è importante una lettura personalizzata e non solo “da giornale”.
Vuoi capire l’impatto della Legge di Bilancio 2026 sulla tua attività?
Ogni impresa e ogni professionista ha una combinazione diversa di redditi, costi, investimenti e obiettivi. Una lettura “standard” della norma non basta per decidere.
- Simulazioni IRPEF e confronto tra forfettario e ordinario.
- Analisi delle opportunità di investimento con maxi-deduzioni.
- Verifica delle misure accessibili per la tua PMI (ZES, fondi, crediti d’imposta).
Se vuoi una valutazione su misura della Legge di Bilancio 2026 per la tua impresa o la tua attività professionale:
Richiedi una consulenza personalizzata